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Migliorare posizionamento google

Ecco le dritte per migliorare il posizionamento su Google

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Non credo che questo sia l'unico sito web che hai visitato cercando il termine di ricerca "migliorare posizionamento google". Avrai sicuramente trovato tantissimi consigli ed informazioni utili ma spero che le 5 dritte che ti sto offrendo in questo articolo possano integrarsi con il materiale che hai già raccolto senza risultare ripetizioni di cose già lette. Ecco dunque come ho pensato di aiutarti a migliorare il posizionamento organico del tuo sito internet sulle SERP di Google.

Prima dritta: scopri il tuo target

Prima di pensare a come migliorare il posizionamento su Google del tuo sito dovresti porti una domanda: prima di realizzare il tuo sito hai studiato il target al quale volevi rivolgerti? Sembra una banalità e forse attualmente non riesci a vedere alcuna correlazione tra posizionamento organico e target del sito. Invece questa c'è ed è anche molto stretta. Posizionare un sito non significa certo che venga trovato con qualsiasi parola chiave. Se il tuo sito parla di scarpe e vuole raccogliere utenti interessati alle scarpe, non avrà alcun interesse ad essere posizionato su Google per termini di ricerca relativi ai cavalli (a meno che non proponga anche stivali da equitazione). E'quindi di vitale importanza conoscere il tuo target di riferimento perchè grazie a questa preziosa informazione potrai strutturare i contenuti del nostro sito web, impostando e migliorando le pagine con con argomenti specifici e mirati. In breve potrai ottimizzarlo in modo vincente per i motori di ricerca e quindi per Google.

Seconda dritta: studia con accuratezza l'argomento per il quale ti vuoi posizionare

Fai molte ricerche, un po' come se dovessi preparare una relazione scolastica. Leggi libri, visita siti e blog sull'argomento che ti interessa. L'ideale sarebbe che tu avessi già una buona conoscenza su ciò che ti appresti a trattare perchè ti consentirebbe di fare ricerche più mirate e di scrivere con maggiore accuratezza e passione. In ogni caso nulla rimane ostico per sempre se lo si vuole apprendere e si è pronti ad affrontare le difficoltà iniziali. Cerca di studiare l'argomento per campi semantici, come Google esplicitamente richiede con il suo algoritmo Hummingbird. Dovrai spaziare molto per poter fare collegamenti e limitare il più possibile errori od omissioni importanti.

Terza dritta: analizza i tuoi competitor e studiane le strategie

Analizzare i competitor significa crearsi un elenco dei potenziali concorrenti per i termini di ricerca che ti interessano. Coloro che sono meglio posizionati nelle SERP potranno essere per te fonte di idee e spunti per creare o migliorare il tuo sito web. Potrai ad esempio analizzare:

  • il tipo di linguaggio utilizzato (html o php) o l'eventuale piattaforma (ad esempio Wordpress)
  • la grafica scelta (font, colori, immagini, disposizione di testi ed elementi multimediali)
  • l'ottimizzazione effettuata (quali argomenti sono stati evidenziati, in che percentuale, quanti links interni sono stati creati in media per argomento, le URL utilizzate per ogni pagina, e così via.
  • come hanno costruito la loro strategia di link building
  • la loro attività sui social network (specialmente Facebook, Google Plus e Twitter)

Quarta dritta: scegli le parole chiave ragionando per campi semantici

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Seleziona le parole chiave cercando di ragionare come Google, cioè per campi semantici. Utilizza del tool per comprendere quali sono i trend di ricerca (es. Google Trends) e una volta compresi i termini più ricercati, crea delle pagine ad hoc per ogni parola chiave. Con il Keyword Planner Tool di Adwords ex Google Keyword Tool (strumento di pianificazione delle parole chiave) ad esempio, utilizzabile con la creazione di un account gmail, puoi cercare idee per le parole chiave, visualizzarne il potenziale rendimento, ricavare statistiche, scoprire quanto sono combattute in termini di concorrenza. Cosa intendo per campi semantici? L'ho già spiegato in un altro dei miei articoli ma cercherò anche in questo di darti un'idea di cosa sto parlando. Google quando analizza le pagine web di un sito incontra tante parole dalle quali crea dei sottoinsiemi di parole correlate. In tal modo riesce ad individuare l'argomento di cui sta parlando tale sito, quindi se ad esempio il mio sito parla di cavalli, dovrò evidenziare in grassetto nel mio testo non solo la parola cavalli, bensì anche la parola equitazione, stalla, maneggio, fieno, paddock, tondino, trekking, salto ad ostacoli, monta western e così via, in modo da aiutare il crawler a comprendere senza errori l'argomento principe del sito internet. Un trucco utile per sapere quali temi devi assolutamente trattare sul tuo sito o blog, è quello di utilizzare uno strumento di Google AdWords chiamato Google Display Planner o Display Planner Tool (in italiano Pianificatore Display) nel quale sono migrati tre tools: il Contextual Targeting Tool, il Placement Tool e il Google Ad Planner. Il Contextual Targeting Tool utilizzava, come Jordan Rost aveva detto durante la sua presentazione al Google Agency Summit di New York City, lo stesso motore del vecchio Wonder Wheel, uno strumento molto apprezzato dai SEO perchè consentiva di trovare i termini di ricerca correlati rispetto ad una determinata parola chiave e mostrava i risultati su grafici strutturati come "mappe mentali". Pur concepito rendere maggiormente efficienti le campagne PPC, tale strumento era utilizzato anche dai SEO per il posizionamento organico come sostituto di Wonder Wheel. La focalizzazione, a partire da una keyword, di una serie di termini correlati permane nel Pianificatore Display di Google AdWords, che fornisce infatti idee per il targeting e stime per aiutare gli utilizzatori di questo prodotto Google a pianificare una campagna display.

Quinta dritta: non credere al mito dei 200 parametri dell'algoritmo di Google

Ma che bello! Ci sono siti web che offrono una lista precisa dei parametri che costituiscono il misterioso (ma allora non è più tale!) algoritmo di Google. Basta fare i compiti per benino e arriverai sicuramente in cima ai risultati di ricerca. Magari fosse così. Ho letto un articolo in inglese su Moz.com scritto dal bravo Gianluca Fiorelli, che si intitola proprio "The myth of google's 200 ranking factors". Molto illuminante per coloro che credono esista la formula magica per posizionarsi su Google. Il suo migliore consiglio? Sperimentare da soli creando un sito, testando teorie, provando a rompere le regole per comprendere come Google sta lavorando. Io ad esempio, pur senza aver letto questo consiglio, ormai da tanti anni faccio proprio questo. Sperimento direttamente sui miei siti (ne possiedo diversi). Credimi, non c'è suggerimento migliore di questo.

Ok, avevo detto 5 dritte e invece voglio regalartene una sesta. Personalmente quest'ultima l'ho trovata utilissima, più della lettura dei libri o dei blog. I social network. A parte l'incredibile potenziale di questo nuovo (ormai neppure tanto) mezzo di comunicazione in termini di marketing (basti pensare ad esempio alle preziose ed accuratissime statistiche, create sulla base dei profili degli utenti di Facebook, delle quali si può usufruire quando si fa una campagna Facebook Ads), i gruppi tecnici consentono a sviluppatori, esperti SEO, social media manager, web designer, di aggiornarsi costantemente. Di confrontarsi. Di scontrarsi a volte. Di crescere professionalmente. Ad esempio su Facebook e Google Plus ci sono ottimi gruppi che trattano argomenti quali il social media marketing, la SEO, lo sviluppo siti web con Wordpress, Joomla! e linguaggi di programmazione come HTML, PHP, CSS. Questi gruppi sono gestiti normalmente da addetti ai lavori, che colgono l'occasione per farsi pubblicità ma al tempo stesso offrono la grande opportunità ai SEO in erba, a novelli web developers, ad aspiranti social media manager di imparare e di aggiornarsi sulle ultime novità del settore, di chiedere consigli agli esperti mentre stiamo sperimentando con i nostri siti. Insomma, l'ultima dritta che voglio offrirti è: iscriviti a Facebook, Google Plus, Twitter, LinkedIn, Pinterest e chi più ne ha più ne metta. Poi cerca i gruppi più interessanti e chiedi di diventarne membro. Fatto questo, inizia a chiedere, a rispondere e a stringere amicizie. Non è difficile no?

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